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The surviving Iconography of Marie Becket


Rossi, Carla (2016). The surviving Iconography of Marie Becket. In: Valeri, Stefano. La Fucina di Vulcano. Rom: Lithos Editrice, 37-44.

Abstract

Nel presente articolo propongo una breve analisi iconografica relativa a Marie, abbatissa Berkingensis, che può rappresentare un ulteriore, importante tassello a sostegno dell’identificazione della badessa, sorella di Thomas Becket, con la prima poetessa di lingua francese, Marie de France. Nata a Londra, intorno al 1125-30 (data concordemente fissata dai filologi anche per la nascita della poetessa), da un ricco mercante di Rouen, Gilbert, che ricoprì la carica di sceriffo sotto re Stefano d’Inghilterra e da una borghese di Caen, Marie fu la sorella minore di Thomas Becket, il celebre arcivescovo di Canterbury che, brutalmente assassinato il 29 dicembre 1170 per mano di quattro cavalieri di Enrico II Plantageneto, divenne uno dei santi più popolari del Medioevo. Nel 1165, Marie fu costretta dal re Plantageneto a lasciare l’Inghilterra e a recarsi in Francia, grazie alla protezione benevola di Luigi VII, insieme ai propri parenti e ai letterati del circolo becketiano, accanto ai quali la vediamo ritratta tanto nelle vetrate di Chartres dedicate a Thomas Becket, il cui progetto iconografico venne ideato da Giovanni di Salisbury, amico e segretario dello stesso Becket, quanto in uno dei frammenti superstiti della Vita di Becket, miniata da Matthew Paris, il maggior autore di cronache del Medioevo, sempre ben informato in merito agli eventi che narra. Nella primavera del 1173, poco più di due anni dopo l’assassinio dell’Arcivescovo, Enrico II, per riparare alla morte violenta di Becket, su insistenza di Odone, priore di Canterbury, letterato e amico di Thomas, elesse Marie badessa del più influente monastero femminile del regno: l’abbazia di Barking, che sotto la sua guida ricevette uno stimolo intellettuale fortissimo, tanto che negli anni in cui rimase in carica, dal 1173 al 1180 circa, assistiamo alla redazione, presso lo scriptorium di Barking, di ben tre testi agiografici anglo-normanni, ovvero d’una Vie d’Edouard le confesseur, della Vie de sainte Catherine da parte di una monaca di nome Clémence e della Vie seinte Audree, poemetto su Santa Eteldreda di Ely, che la critica recente attribuisce proprio a Marie de France.

Abstract

Nel presente articolo propongo una breve analisi iconografica relativa a Marie, abbatissa Berkingensis, che può rappresentare un ulteriore, importante tassello a sostegno dell’identificazione della badessa, sorella di Thomas Becket, con la prima poetessa di lingua francese, Marie de France. Nata a Londra, intorno al 1125-30 (data concordemente fissata dai filologi anche per la nascita della poetessa), da un ricco mercante di Rouen, Gilbert, che ricoprì la carica di sceriffo sotto re Stefano d’Inghilterra e da una borghese di Caen, Marie fu la sorella minore di Thomas Becket, il celebre arcivescovo di Canterbury che, brutalmente assassinato il 29 dicembre 1170 per mano di quattro cavalieri di Enrico II Plantageneto, divenne uno dei santi più popolari del Medioevo. Nel 1165, Marie fu costretta dal re Plantageneto a lasciare l’Inghilterra e a recarsi in Francia, grazie alla protezione benevola di Luigi VII, insieme ai propri parenti e ai letterati del circolo becketiano, accanto ai quali la vediamo ritratta tanto nelle vetrate di Chartres dedicate a Thomas Becket, il cui progetto iconografico venne ideato da Giovanni di Salisbury, amico e segretario dello stesso Becket, quanto in uno dei frammenti superstiti della Vita di Becket, miniata da Matthew Paris, il maggior autore di cronache del Medioevo, sempre ben informato in merito agli eventi che narra. Nella primavera del 1173, poco più di due anni dopo l’assassinio dell’Arcivescovo, Enrico II, per riparare alla morte violenta di Becket, su insistenza di Odone, priore di Canterbury, letterato e amico di Thomas, elesse Marie badessa del più influente monastero femminile del regno: l’abbazia di Barking, che sotto la sua guida ricevette uno stimolo intellettuale fortissimo, tanto che negli anni in cui rimase in carica, dal 1173 al 1180 circa, assistiamo alla redazione, presso lo scriptorium di Barking, di ben tre testi agiografici anglo-normanni, ovvero d’una Vie d’Edouard le confesseur, della Vie de sainte Catherine da parte di una monaca di nome Clémence e della Vie seinte Audree, poemetto su Santa Eteldreda di Ely, che la critica recente attribuisce proprio a Marie de France.

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Item Type:Book Section, not_refereed, original work
Communities & Collections:06 Faculty of Arts > Institute of Romance Studies
Dewey Decimal Classification:800 Literature, rhetoric & criticism
470 Latin & Italic languages
410 Linguistics
440 French & related languages
460 Spanish & Portuguese languages
450 Italian, Romanian & related languages
Language:English
Date:May 2016
Deposited On:31 Jan 2018 10:32
Last Modified:29 Jun 2018 06:31
Publisher:Lithos Editrice
ISBN:978-88-99581-9-0
OA Status:Closed
Related URLs:https://lithoseditore.wixsite.com/lithos (Publisher)

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Language: English
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